[TEMI] > Il nord se ne va

Durante un periodo di crisi economica, parlare di aziende e meno di economia non è una dimenticanza. Lo scopo di questo spazio è anzitutto evidenziare le eccellenze e raccontare storie di innovazione, spostando il discorso sul momento contingente ad analisi più approfondite.
Ma raccontare i successi delle aziende -principalmente- del nord Italia non vuol dire che i problemi non esistano, anzi. E il quadro economico-politico nazionale è di fondamentale importanza.

Illy-cosi-perdiamo-nord-140[1] Un grido di sconcerto per quanto non sta accadendo in Italia lo ha lanciato il marzo scorso Riccardo Illy nel suo atto d'accusa alla classe politica nostrana: Così perdiamo il Nord, un ritornello scandito regolarmente durante tutta la lettura del libro. Un manifesto politico più che un'analisi approfondita, il testo è comunque ricco di spunti.
Confronti con i paesi confinanti e economie in crescita (si parla soprattutto degli anni precedenti alla crisi attuale) danno un quadro dell'Italia sconfortante, con la possibilità concreta per molte attività di andare all'estero per poter lavorare meglio.

In Slovenia il costo del lavoro è minore, allora perché non spostarsi di pochi chilometri? In Francia le politiche per lo sviluppo industriale sono migliori e già nel 1970 furono creati i primi parchi tecnologici (come Sophia Antipolis, di cui abbiamo parlato con il caso della società LudoTic). Spostandoci un po', si può osservare il fenomeno Irlanda, dove formazione e ricerca&sviluppo sono tenute in seria considerazione. Perché rimanere in Italia, dunque?

Il libro di Illy è in parte una provocazione e in parte una serie di ipotesi per uno sviluppo adeguato dei territori del nord. Ma l'aspetto più forte è la richiesta di una classe politica attiva, capace di regolare e semplificare, creare infrastrutture e servizi per favorire l'attività economica. Invece quello che si osserva è una politica in maggioranza interessata al malcontento della popolazione solo per ottenere consenso elettorale, senza poi avere le competenze per far emergere il paese.


Marco Lanza

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