Box.net – La cassetta dei desideri

Ci occupiamo del settore del software inteso come servizio, meglio noto in inglese come Saas, Software as a Service.
Il principio è semplice e noto, i programmi passano dal risedere su personal computer a server remoti  e vi si accede tramite connessione internet.

Buona parte dei servizi sono accessibili gratuitamente, ma entro certi limiti. Per funzionalità avanzate solitamente si deve pagare una forma di sottoscrizione. Quello che viene offerto è un servizio che viene a sostituire l’acquisto bel bene (anche se immateriale come un programma fornito in licenza su supporto digitale).
Senza addentrarci troppo, l’idea di non possedere qualcosa ma usufruirne grazie ad un servizio in forma temporanea è alla base del libro L’era dell’accesso di Jeremy Rifkin, in cui si argomenta come anche i beni fisici possano essere dati in gestione a terzi.

Il mondo del software in questo senso è più avanti e ha quasi nel suo DNA la capacità si dislocare l’oggetto che si usa. Già immateriali, ora i programmi e i dati diventano anche diffusi.

Logo_the_box Condividere documenti a distanza è una di quelle comodità a cui, nell’era del web, non si può rinunciare. I più pratici già da tempo usano connessioni FTP per caricare file sui propri server, e a ben vedere non è una pratica difficile. Ma le interfacce grafiche ovviamente rendono tutto più pratico. Questo è l’attività di Box.net, società di Palo Alto attiva dal 2005.

Circa 2 milioni di utenti e circa 1 milione di file in transito ogni giorno, hanno portato questa società verso una necessaria crescita, anzitutto un costo mensile per parte dei servizi a valore aggiunto e l’offerta di soluzioni per il mondo aziendale. Questa progettualità ha permesso a Box.net di ottenere dei finanziamenti, nel 2006 una somma di 1,5 milioni di dollari attraverso il fondo Series A investment della DFJ Mercury, venture capitalist del Texas, e a inizio 2008 un secondo finanziamento di 6 milioni di dollari dalla U.S. Venture Partners.

Oggi le possibilità per sito si estendono grazie all’accesso in contemporanea sui contenuti di una stessa cartella, oppure l’interfaccia dedicata per iPhone e la collaborazione con altri applicativi -come ad esempio MindMeister, per la gestione dei brainstorming, di cui accenneremo domani- resa possibile grazie all’apertura di una piattaforma collaborativa (OpenBox). Tutto questo ha reso reso Box.net un servizio in continua espansione.

E il mutare delle forme d’uso porta anche a cambiamenti delle espressioni linguistiche, "la domanda oggi non sembra più essere dove metto i miei documenti, ma essenzialmente: cosa posso farne",  dice Sean Lindo, Community Manager nel blog del progetto theBox.

 

Marco Lanza

 

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www.box.net

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