Come spingersi verso l’innovazione

Figura29Nato nel 2008, l’Osservatorio sulla Business Intelligence del Politecnico di Milano si occupa di monitorare il rapporto che hanno le aziende con gli strumenti informatici, per comprendere la capacità che hanno di piegarli a vantaggio della competitività. Di queste dinamiche fanno parte anche formazione e consulenza, importanti nel creare un sistema imprenditoriale coeso intorno alla sua struttura tecnologica.

L’informatica evidentemente si è evoluta molto negli ultimi anni e il termine web 2.0 è sulla bocca di molti, ma questo non significa che sia diventato patrimonio comune nel mondo imprenditoriale. Esistono imprese che sviluppano tecnologie collaborative, ci sono network sociali che fanno evolvere il concetto stesso di partecipazione per il solo fatto di esistere. Ma c’è anche un mondo molto distante da queste visioni.
Saper maneggiare i dati presenti in ogni attività non è ovviamente una prerogativa delle aziende che fanno dell’informatica il loro business. Ma queste possono venire incontro alle altre realtà, mettendo in evidenza le informazioni più importanti per la loro attività.

Una volta implementata un’infrastruttura informatica è laborioso modificarla, motivo per cui la scelta iniziale, in termini di costi e tempo va ben ponderata prima di iniziare questo percorso. E molte storie di successo evidenziano come scelte costose vengano attuate con la cognizione di un aumento delle possibilità commerciali. In questo senso è interessante vedere i casi riportati nel Rapporto dell’Osservatorio del Politecnico.

Le aziende che investono maggiormente in Business Intelligence sono quelle del settore dei media e delle telecomunicazioni, come anche le vendite e i beni di largo consumo. Quindi si parla di realtà di dimensioni medio grandi. Ma anche le PMI possono agire in questo settore, potenzialmente rovesciando la percezione del costo degli investimenti da attuare, all’apparenza ingenti ma in realtà compensati da un incremento delle vendite. Il caso della Raineri di Imperia, raccontato su questo blog, è esemplificativo.

Data la rilevanza strategica delle tecnologie di BI, si legge nel rapporto, nonostante le ombre di crisi  all’orizzonte è pensabile un incremento degli investimenti in questo settore. Il tasso di crescita media di investimenti in strumenti di BI è -secondo il Politecnico- dell’8%, una percentuale interessante.
Altre statistiche confermano inoltre il ruolo trainante dell’investimento in ICT, come ha detto l’amministratore delegato di Microsoft Italia Scott Jovane, in una conferenza il dicembre scorso, di cui ho scritto su Nova24 n°152.

Resta la situazione rappresentata dal grafico a lato, ovvero la percezione delle piccole e medie aziende verso spese di questo tipo. Cioè viene messo in luce come non arrivi a destinazione il messaggio del rilancio economico aziendale costruito attraverso la dotazione -tra le altre cose- di strumenti informatici.



 

 

Marco Lanza

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image credits:
il grafico, incluso nel Rapporto BI 2008, è stato gentilmente concesso dal Prof. Carlo Vercellis, coordinatore scientifico dell’osservatorio BI del Politecnico di Milano.

(copia del Rapporto 2008 di cui tratta questo post è ordinabile sul sito degli Osservatori del Politecnico di Milano: www.osservatori.net)

 

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