RAINERI SpA – Il Data Mining e l’olio

La produzione in ambito alimentare richiede dei tempi che vanno rispettati. E la riscoperta dei sapori della natura, porta a dedicare grande attenzione ai prodotti di qualità.   
Ma innovazione significa anche introdurre processi nuovi nel modo di gestire la produzione. Lasciando intatta la naturalezza del gusto.

Il Dr. Fiorentini, amministratore delegato di Raineri SpA, ci ha raccontato in che modo l’azienda di cui fa parte ha cambiato le carte in tavola. Anzitutto ha ammesso apertamente che l’idea di cambiare la gestione delle informazioni presenti in azienda è venuta dall’esterno, da un partner informatico, con cui l’azienda già collaborava.

Bustaolio_2 Il punto di partenza sono state le fatture sulle vendite. Un elemento finanziario, di contabilità, da cui si potevano iniziare ad estrarre una serie di dati interessanti. Ma non sufficienti.
"La prima cosa che ho detto è stata: Ma cosa sono questi numeri?". In pratica alla  Raineri si scopriva di non conoscere pienamente i propri clienti, emergevano aspetti nuovi e si trovavano molte informazioni completamente inutili.
"Dopo il primo data mining abbiamo trovato un sacco di… spazzatura! Poi ci siamo indirizzati verso una maggiore qualità del dato". Continua Fiorentini: "Ogni finalità ha bisogno di informazioni particolari, per le vendite non puoi usare solo dati fiscali, c’è bisogno d’altro".
Non solo numeri, quindi, ma storie che si posso ricostruire partendo da questi.

Il primo passaggio in pratica è stato affinare la visione di come l’olio e gli altri prodotti venivano venduto ai negozi della rete di rivendita locale. Questo ha permesso di evidenziare la linea del prodotto in relazione alla linea di acquisto del cliente (i negozi). La vendita si è quindi diversificata caso per caso.
Per valutare l’importanza di questo aspetto, si tenga conto che oggi la Raineri vende il 60% dei propri prodotti attraverso promozioni ritagliate sul cliente.

Certo la Raineri un cambio nella produzione l’aveva già fatto circa vent’anni fa,  quando i fondatori (la famiglia Raineri, appunto) aveva venduto l’azienda. Quello che trovarono gli acquirenti era un’attività gestita in maniera disordinata, con reali prospettive di chiusura. Quindi già allora avvenne un’innovazione.
Ma da vent’anni a questa parte gli strumenti informatici si sono avvicinati sempre di più alle esigenze del business, di ogni dimensione. E fare a meno di software, oggi, ormai non era più possibile.

Tutti questi cambiamenti sono avvenuti senza perdere la storia e i sapori che ne caratterizzano tutt’ora il marchio. "Perché" conclude Fiorentini, "analisi, strumenti e metodi sono diventati fondamentali, ma questo si deve amalgamare con le risorse interne, il fattore umano, che rimane imprescindibile".

Marco Lanza

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www.olioraineri.com