PMI e eCommerce. Alcuni dati.

In azienda un piccolo avanzamento tecnologico può rendere molto in termini di fatturato.
Ma ogni investimento economico richiede ponderatezza, anche quando la creatività e la capacità di dare valore aggiunto ai propri strumenti di lavoro è elevata. E questa attenzione deriva dal fatto che il capitale per innovare i processi produttivi può rappresentare una spesa ingente. O almeno rischia di esser percepita come tale.

Prendiamo il caso dell'eCommerce, con un costo iniziale relativamente basso un'azienda può metter on-line i propri prodotti e venderli direttamente all'acquirente finale, senza vincoli di spazio o di tempo.
Nulla di nuovo, se non fosse che i dati reali sembrano dimostrare che questo fenomeno è stato solo parzialmente assorbito dall'industria italiana.

Alla conferenza stampa organizzata da PayPal a Milano il 12 novembre scorso, i dati che hanno delineato la realtà dell'eCommerce evidenziavano un quadro, per così dire, in evoluzione.
Doxa ha supportato queste tendenze con analisi puntuali, attraverso dati rilevati su un campione di 608 aziende che impiegano da 1 a 50 dipendenti, quindi di dimensioni piccole e medio/piccole.
Un dato non scontato è che tra queste solo il 25% ha un sito web e un misero 3,3% attua pratiche di eCommerce, con un forte spostamento verso il settore dei servizi. L'edile appare totalmente disinteressato al fenomeno, immaginabile il perché: il processo di lavorazione assolutamente non standard (e la finitura del servizio in loco, nel caso di vendita diretta a clienti finali) rende difficile una riproposizione dei prodotti di questo settore attraverso database e quindi commercio elettronico.

La tendenza appare però in crescita, con un 20% del campione interessato ad attivarsi in questa direzione al più presto. Rilevante è il dato del Sud Italia, che risulta più sensibile al commercio on-line.
Infine, vale la pena sottolineare che a dare un impulso all'azienda in questa direzione sono spesso collaboratori esterni o addirittura i clienti che richiedono mezzi più snelli per comunicare e commerciare.

Potremmo azzardare che in un contesto nazionale di economia immobile, la prospettiva di dare al proprio marchio -per quanto piccolo- un respiro internazionale, e quindi un possibile ampliamento del mercato delle vendite, potrà far intravedere i benefici dell'introduzione dell'eCommerce in azienda.

Marco Lanza

.