[NEWS] > Guadagni attraverso gli AppStore

Gli spazi virtuali dove avviene la rivendita di software, quelli che abbiamo imparato a conoscere come gli Application Stores, stanno diventando sempre più importanti. Grazie alla diffusione dell'iPhone sono sulla bocca di tutti, intanto si perfezionano per diventare il luogo pubblico ideale e legale per la compravendita di beni digitali per dispositivi mobili. Fino a poco tempo fa un compito analogo, limitatamente ai personal computer, era assolto solo da siti come Cnet/Download.com e altri minori oppure dagli spazi web delle stesse software-house. Non si può evitare di dire che per trovare un programma anche i sistemi peer-to-peer per il file sharing hanno offerto da anni un'alternativa.

Quando da meno di un anno Apple ha lanciato in grande stile il suo spazio commerciale, ha scelto come sempre di integrare il luogo della vendita online con il software residente sul computer (il player tuttofare iTunes). Ma chi compra un hardware Apple sa che questo è il canale di approvvigionamento a cui probabilmente si dovrà legare da quel momento in poi.
Nonostante l'autoreferenzialità di questo modello commerciale un'apertura esiste e non è da poco, sono le centinaia di piccole realtà imprenditoriali che hanno iniziato a sviluppare contenuti e programmi per iPhone e iPod. E che sia un mercato in espansione lo fa capire anche un comunicato del CES in previsione dell'edizione 2010 dell'evento: si sta verificando un incredibile aumento delle richieste degli spazi da parte di società che sviluppano applicazioni per dispositivi mobili, portando ad ampliamenti e dedicando intere aree alle applicazioni per i dispositivi Apple.

Oltre all'indotto, il modello creato da Apple ha generato emuli, su tutti quelli ad opera di Google con Android Market, oppure rinnovato modelli, come quello di Nokia che ha rilanciato in grande stile Ovi, legando ottimamente device e software on-line.

Ma rimanendo ad Apple, è interessante sapere quante sono le applicazioni che vengono prodotte e che tipo di contenuti veicolano. Queste schede tratte da sito di O'Really Radar offrono una prima analisi:


Ci sono voci contrastanti sull'ammontare degli introiti di chi propone programmi sugli store online, in alcuni casi si parla di guadagni modesti e la spiegazione fornita è la grande presenza di competitor che creano software analoghi, portando ad un abbassamento dei prezzi o addirittura alla loro distribuzione a titolo gratuito, cercando di ottenere notorietà in tempi più rapidi.
Secondo altri studi più dettagliati la vendita di applicazioni e giochi potrebbe invece essere foriera di guadagni interessanti. Attribuendo un prezzo all'applicazione si crea un interesse specifico che porta ad un uso più duraturo nel tempo, creando un legame maggiore con il produttore.

In ogni caso anche molte applicazioni soo vendute a 1-2 euro, un prezzo alla portata di tutti.




Ma la vendita di un'applicazione può anche combinarsi con la presenza di pubblicità all'interno delle applicazioni stesse, che generano un traffico calcolabile in termini di CPM (cost per impression). Le slide che seguono mostrano i possibili introiti che si possono ottenere con questo sistema.


Adwhirl iPhone Advertising Snapshot


Delle visioni sul futuro del settore sullo sviluppo degli store nei prossimi 5 anniì, interessanti per chi vorrà fare impresa in questo settore, sono fornite in un'analisi da JuniperResearch, un documento acquistabile in PDF a circa 6000€.




Marco Lanza
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Interessante! In effetti gli Application Stores sono il canale ideale per raggiungere il consumatore, anche per i contenuti di qualità. Vedremo però quanto inciderà il fattore dispersione, vista la mole di applicazioni in costante uscita...