[TEMI] > Il valore dei contenuti (digitali) per il turista moderno

Una videointervista ieri ci ha permesso di introdurre il tema dei contenuti digitali su piattaforma mobile a favore del settore del turismo. Anche il web 2.0 sta offrendo molto a chi vuole viaggiare, foto e racconti liberamente fruibili sono incrementati a dismisura. Oggi, ognuno di noi prima di partire può leggere tante piccole storie o itinerari nel tentativo di emularli durante il proprio viaggio, oppure si possono vedere milioni di particolari attraverso scatti di fotografi più o meno esperti. 

Tutti condividono, è il bello di Internet, ma quando si ha bisogno di un'informazione a cui attribuire il valore della certezza, si cercano i marchi che garantiscono maggiore professionalità, che nel turismo significa un determinato stile di vacanza. Il viaggiatore fai-da-te per esempio usa le guide Lonely Planet o le Rough Guide, discepoli delle mitiche guide Routard (peraltro coeve del libro capostipite della serie "Lonely", Across Asia on the cheap, del 1973).

Le informazioni sono importanti per muoversi, aiutano la scelta del percorso, ma quando i dati sono offerti attraverso un racconto che spiega perché un posto sia preferibile ad un altro, allora la scelta del viaggiatore appare consapevole e il pensiero di chi l'ha proposta, anche se solo tramite le pagine di un libro, condivisibile. E' il potere dei contenuti quando sono prodotti da persone con un'autorevolezza riconosciuta, cioè soggetti con esperienza lavorativa nota costruita nel tempo. Vale per il giornalismo, vale anche per i racconti di viaggio e per le guide che ne sono la versione schematizzata.

Quindi i produttori di strumenti devono colloquiare con chi elabora i contenuti, per creare un connubio tra forma e sostanza (per così dire, perché nella forma c'è molta sostanza ed elaborazione concettuale). Un discorso che ben si attaglia anche a chi sviluppa mappe o periferiche per la geolocalizzazione. E' per questo che Navteq ha formato un importante accordo con le guide Lonely Planet per la condivisone di contenuti da collegare ai percorsi di viaggio, che insieme confluiranno nei navigatori o negli strumenti presenti web.

E' opinione personale che i contenuti abbiano una maggiore capacità di penetrare la realtà quando sono prodotti da piccole strutture dinamiche. Lonely Planet era questo molti anni fa, oggi che è parte della BBC cerca di non perdere la sua indipendenza grazie agli accordi di vendita e alla libertà garantita ai collaboratori. Cercando di rimanere un faro nel suo settore.
Ma ci sono molte strutture, più snelle e capaci di cogliere le novità nel mondo circostante, che avrebbero molto da offrire al settore dei contenuti.


Marco Lanza
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