SolarDay – competenza nel fotovoltaico in attesa della Grid-Parity

La scelta del pannello da installare sulla propria casa è un tema delicato, uso e capacità di produrre energia sono aspetti da considerare con grande cautela prima di affrontare la spesa. Un investimento che deve esser fatto nella ricerca di un prodotto di qualità, forti della garanzia di 25 anni che i produttori di moduli fotovoltaici sono tenuti a garantire ai loro clienti.

Il silicio di cui sono fatte le sottili celle fotovoltaiche ha caratteristiche strutturali grazie alle quali differisce la sua capacità di incamerare le frequenze del sole: è questo che definisce la qualità di ogni modulo solare. Ed è per questo che le celle coprono l'85% del costo del modulo finale, con l'aggiunta di essere per la quasi totalità di importazione straniera.

SolarDay è un'impresa di Mezzago, Milano, che vanta la presenza di soci con un'esperienza decennale nel campo del fotovoltaico. Abbiamo indagato alcuni aspetti della loro produzione e visionato le linee in cui si assemblano i componenti che costituiscono il modulo solare finito.

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Costi di produzione e livello della qualità finale, generano moduli che richiedono spese significative. Ma la prospettiva di una parziale autonomia nella generazione di corrente e la politica del Conto Energia hanno attivato il mercato del fotovoltaico. Questo in attesa del raggiungimento della Grid Parity, ovvero la coincidenza del costo del kWh fotovoltaico con il costo del kWh prodotto da fonti tradizionali.

Il raggiungimento della Grid Parity potrebbe avvenire tra poco più di 600 giorni, lasso di tempo definito in funzione delle tendenze di queste variabili:

Le variabili “proprie”

  • Costo “complessivo” d’investimento: €/kW
  • Costi di O&M e assicurativi
  • Vita utile dell’impianto
  • La qualità della tecnologia (efficienza, degrado ecc.)

Le variabili “esterne”

  • Costo del denaro
  • Latitudine ed insolazione
  • Prezzo energia elettrica “convenzionale”
  • Costo superfici
  • Tempi delle procedure

fonte: kenergia.it

Ancora in discussione è il tema sollevato dalla Risoluzione 3/2008 dell'Agenzia del Territorio. Nel testo si sottolinea come le porzioni di terreno su cui vengono installati i pannelli fotovoltaici non abbiano una chiara identificazione catastale e al tempo stesso siano sottratti all'uso agricolo. Data la caratteristica peculiare di produrre energia, si è portati ad inquadrare queste porzioni di terreno come elementi centrali di un sistema paragonabile a quello delle turbine elettriche. Per questo si è arrivati all'assimilazione dei parchi fotovoltaici agli opifici, passibili di un'imposta ICI.

Aggiungere l'ICI ai costi necessari per dotarsi di un numero sufficiente di moduli fotovoltaici genera un innalzamento del costo per la produzione di ogni singolo Kwh. Con il rischio di un allontanamento della Grid Parity.


Marco Lanza
(scrivimi)

www.solarday.it


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