[Fa’ la Cosa Giusta] > Microcredito

Ci sono attività che hanno una redditività meno spinta o che per loro natura mettono in secondo piano l'aspetto economico. Ad esempio all'operato nel sociale non corrisponde un valore monetario diretto, pur essendo un settore fondamentale. Queste realtà imprenditoriali propongono quindi un business plan poco appetibile per i finanziatori, che tendono a non erogare il credito necessario.
Anche progetti legati all'ecologia, nonostante il crescente interesse per questo settore, capita che non possano essere attuati.

In condizioni di economie molto povere, ma anche in paesi sviluppati come l'Italia, questo esclude una parte della popolazione dall'essere attiva nella vita della società, anche quando le idee non mancano.
Per questi motivi, ovvero la creazione di un tessuto sociale dal basso, si è sviluppato il fenomeno del microcredito bancario, partito oltre trent'anni fa dall'intuizione del banchiere bengalese Yunus. Applicabile alle comunità sociali ridotte, presenti nei villaggi nei paesi in via di sviluppo, con le dovute proporzioni trova un terreno di interesse anche nelle economie avanzate.

L'Italia, per venire a noi, risente di un mercato del prestito che privilegia grandi investimenti, fino ad escludere un quarto della popolazione dall'erogazione del credito. Senza sbocchi istituzionali, si possono aprire mercati paralleli del prestito, la cerchia di amici o una rete informale tra immigrati dello stesso paese; esistono anche, duole dirlo, le realtà mafiose e del prestito ad usura, dove la liquidità viene erogata con grande facilità ma in cambio di legami rischiosi per chi ha contratto il debito.
Il microcredito in questo senso è una forma per uscire da una spirale dannosa per la società e provare la strada della piccola imprenditorialità.

Al salone di Fa' la Cosa Giusta il microcredito era presente con vari stand. Tra questi ci siamo avvicinati a quello di PerMicro, società aderente alla rete italiana microcredito RItMi e sostenuta dall'associazione Atomi. Attiva in alcune città italiane, prevede un espansione della sua presenza sul territorio nazionale proprio in relazione al forte domanda di prestiti.
I soggetti che si rivolgono a PerMicro sono per il 93% immigrati, presentando una lettera di "garanzia morale" e un progetto economico concreto ricevono un prestito fino a 15.000 euro, anche se la media delle richieste si aggira sui 7.000. Soldi che verranno restituiti in 3/5 anni ad un tasso del 10-12%. Unico limite esplicito per ottenere l'ammontare è la finalità etica del progetto imprenditoriale.

Donne, immigrati, attività nel sociale e non solo, beneficiando del microcredito allargano le basi della società attiva e arricchiscono l'economia locale.


Marco Lanza


www.permicro.it
www.associazioneatomi.it
www.microfinanza-italia.org

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