[TEMI] > Economia alternativa, sempre più necessaria.

Tra pochi giorni inzia a Milano una fiera un po' particolare, diversa dalle altre, dove il tratto comune è una visione meno mainstream del commercio. Si chiama Fa' la Cosa Giusta! e propone stili di vita alternativi e sostenibili, in cui sono le idee a fare da collante tra gli stand, piuttosto che l'etichetta monotematica della "categoria merceologica".
A dirla tutta l'aggettivo alternativi inizia a sentire l'usura del tempo, non perché passato di moda, ma proprio in virtù della sua attualità, che rende queste attività anticonvenzionali sempre più quotidiane, addirittura necessarie.

Flcg09[1]Ridefinire radicalmente il sistema del credito, fino al limite di rifondarne le  basi, e la creazione di un nuovo patto con l'ambiente sono temi di grande attualità sui giornali, ma non sono nuovi per chi ha scelto da tempo di vivere producendo in relazione ai ritmi della natura.
Per fare un esempio, un tempo avremmo bollato come utopisti e controcorrente coloro che si gettavano in progetti ecologici, biosostenibili, verdi, mettendo sul ridere il sogno della madre terra, sottraendole ogni senso di modernità. Ma essere agricoltori può veramente andare fuori moda e il ritorno ai campi sembrare un bisogno anacronistico?
Oggi all'opposto sono in molti a ridare valore alla terra, con un forte aumento delle coltivazioni biologiche (negli ultimi 5 anni c'è stato un aumento pari al 25%) e questo ha inoltre fatto rinascere un'attenzione verso i prodotti tipici, arrivando ad imporre all'Unione Europea il mantenimento dei vecchi modi di produzione a discapito di moderne tecniche asettiche.

Se non fosse già evidente di per sé il valore del produrre beni concreti, si trattasse anche solo di una caciotta, va detto chiaramente che questo tipo di fiera propone una visione articolata di economia. Saranno presenti attività con una buona solidità economica, capaci di creare valore aggiunto e dando origine a filiere produttive nuove, che diventano "corte" solo quando si tratta di mettere in commercio il bene, per non caricarlo di un prezzo spropositato. C'è tutto il senso di una struttura che si sviluppa.
Oggi che sono previsti (e anche auspicati) grandi riassetti delle istituzioni economiche, partendo dalle banche e dai loro prodotti finanziari per arrivare alle modalità produttive, è il momento per questi settori di alzare la voce. Probabilmente non ci saranno cambiamenti radicali, ma si devono porre sul piatto altre forme di creazione del valore.

Adesso gli aggettivi contano: micro-credito, software libero, eco-sostenibilità, fonti rinnovabili, capi d'abbigliamento creati in piccoli atelier artigianali (o le suddette caciotte) diventano settori che rendono fertile quel terreno su cui far crescere nuove idee, sempre meno alternative, sempre più quotidiane.


Marco Lanza

www.falacosagiusta.org

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